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Dentro un lancio Motor Valley: 2,4M di views in 30 giorni

Trenta giorni, un brand del distretto motoristico, una sola crew video. Marco (Founder & Creative Director) racconta come abbiamo costruito la campagna che ha portato 2,4 milioni di views, 40 contatti commerciali e 7 deal chiusi.

— Q&A con Marco Rossi, Founder & Creative Director

Marzo 2026. Un brand del distretto Motor Valley — non possiamo nominarlo, ma diciamo che è uno di quei nomi che riconosci dal logo a 50 metri — ci chiama per il lancio di un nuovo prodotto. Trenta giorni di tempo, un budget medio, e un solo obiettivo: generare conversazione qualificata, non vanity metric. Ne abbiamo parlato con Marco, che ha guidato la campagna.

Da dove siete partiti?

Marco: Dal brief abbiamo capito subito che il problema non era la notorietà — il brand è già famoso — ma l'autorevolezza nicchia. Volevamo che ne parlassero le persone giuste: appassionati, ingegneri, journalist di settore. Le views generaliste contavano poco. Per questo abbiamo abbandonato l'idea della singola "campagna virale" e abbiamo costruito un piano a tre layer.

I tre layer in concreto?

Layer 1 — Contenuto verticale ad altissima qualità. Una mini-doc di 4 minuti, girata in due giorni con una crew di 5 persone tra Modena e Maranello. Pubblicata in esclusiva su YouTube come anchor.

Layer 2 — Frammentazione editoriale. Dalla mini-doc abbiamo estratto 18 micro-clip per Reels, TikTok e LinkedIn. Ogni piattaforma con il suo taglio: emotion su Instagram, performance su TikTok, sostanza su LinkedIn.

Layer 3 — Seeding mirato. Niente influencer marketing classico. Abbiamo individuato 22 voci verticali — non per follower, per autorevolezza nella community motoristica — e gli abbiamo dato accesso anticipato al contenuto, una settimana prima del go-live pubblico.

Cosa è successo nei primi sette giorni?

La mini-doc su YouTube ha fatto 380k views organiche — nessuna spinta paid nei primi 5 giorni. Le micro-clip su TikTok hanno scalato grazie a due video che hanno intercettato un trend audio del momento (puro caso, ma siamo stati pronti a spingerli). LinkedIn è stato il canale più sorprendente: 1.200 commenti qualificati, di cui una buona parte da CTO e direttori R&D di altri brand del settore.

Quando il commercio interno ci ha scritto «ci stanno arrivando email da gente che non avevamo mai sentito», abbiamo capito che il piano stava facendo quello che doveva. La views totale è una conseguenza, non l'obiettivo.

Cosa rifaresti diversamente?

Marco: Avrei spinto di più i contenuti LinkedIn nelle prime 48 ore. Ce ne siamo accorti tardi che era il canale dove la conversazione si stava concentrando, e abbiamo recuperato a metà mese. Se ci fossimo arrivati subito, probabilmente i lead qualificati sarebbero stati 60+.

Tre lezioni dal lancio

  • Per i brand B2B-adjacent, le metriche di vanity contano poco. Misura sempre la qualità della conversazione, non solo il volume.
  • Una mini-doc da quattro minuti vale più di dieci reel scollegati: usa il long-form come fonte e frammentalo.
  • Il seeding "ai pari" funziona meglio degli influencer "ai più". Soprattutto se il pubblico è competente.

E adesso?

A maggio parte la fase due con un format ricorrente mensile sul canale del brand. L'idea è trasformare il singolo lancio in un piano editoriale a 12 mesi che non dipenda più da campagne occasionali. Quando un lancio funziona, il vero investimento è capire come renderlo ripetibile.

2,4M Views totali
68k Engagement
40 Lead qualificati
7 Deal chiusi

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